Il Lago di Albano

Il Lago di Albano

Le pendici vulcaniche del Monte Cavo (949 m) dividono il lago Albano dall’altro lago vulcanico del complesso, il lago di Nemi. Comunque i due crateri di Albano e di Nemi sono soltanto i più recenti edifici vulcanici di una lunga ed antica serie.

Entrambi si trovano ai bordi del complesso vulcanico dei Colli Albani, il Vulcano Laziale identificabile dall’edificio TuscolanoArtemisio. I limiti della zona vulcanica sono delimitati da un grande cerchio che, partendo da Albano Laziale, passa per Castel GandolfoRocca di PapaMarinoGrottaferrataRocca PrioraVelletri e Genzano di Roma.

Durante la fase terminale dell’attività vulcanica, l’incontro tra masse di magma e falde acquifere favorì la formazione di numerosi laghi, dei quali il lago Albano ed il lago di Nemi sono gli unici rimasti fino ad oggi[8].

L’attività eruttiva è cessata o in stato di quiescenza da millenni. Alcuni studi hanno ipotizzato che le ultime eruzioni potessero datarsi a circa 5000 anni fa, con fenomeni di ribollimento e tracimazione del lago e conseguenti devastanti lahar su tutta la piana di Ciampino. Oggi è ancora possibile registrare fenomeni vulcanici sia pure di entità modesta, emanazioni gassose tossiche, deformazioni del suolo e frequenti piccoli terremoti spesso in sciami (alcuni dei quali distruttivi in passato).

Il massiccio dei Colli Albani è costituito in gran parte da materiale vulcanico, che assume diversa consistenza e diversa denominazione a seconda della zona di provenienza. Nell’area tuscolana, ad esempio, si trova un tipo di tufo detto pietra sperone del Tuscolo, così chiamato perché compone l’omonima altura; altrove, nella Valle Latina, abbonda il tufo; tra MarinoAriccia ed Albano Laziale si scava una pietra chiamata peperino (le cave più celebri della zona erano quelle di Marino, dismesse nel secondo dopoguerra); si trovano anche selce e pozzolana.

I bordi interni del cratere occupato dal lago sono formati da detriti di falda.[9] Specialmente nel versante orientale sui bordi si trovano dei valloni scoscesi chiamati “pentime”, scavati dall’acqua proveniente dal sovrastante Monte Cavo. Recentemente (20002001 e 20102011) sono stati compiuti lavori di sistemazione del tracciato di uno dei fossi scavati dall’acqua, quello di Pentima Stalla, per evitare le frequenti inondazioni invernali.[10][11]

La spiaggia del lago, invece, è formata da ghiaia ed argilla alluvionale recentemente sovrapposta al riempimento non affiorante, databile al pleistocene.[9] La sabbia è caratterizzata dal colore nero cenere, che dimostra l’origine vulcanica delle rocce da cui proviene.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Il lago Albano possiede una forma singolare nel panorama dei laghi vulcanici. Questi in genere sono circolari, e presentano dolci pendii formati da anelli concentrici di roccia vulcanica: si pensi ai laghi di Bolsenadi Bracciano, oppure ai vicini laghi prosciugati dei Colli Albani, antichi crateri secondari del Vulcano Laziale, come Vallericcia, Valle Marciana, il Laghetto di Pavona.[12]

Albano invece presenta la forma di un ovale allungato con asse maggiore in direzione NO-SE, pendii ripidissimi sul versante meridionale e più dolci, ma sempre scoscesi, a settentrione.

Lago Albano e Monte Cavo

Questa forma anomala sarebbe dovuta all’origine complessa del cratere del lago Albano, originato da almeno cinque diverse esplosioni.[12] Per inciso, anche il lago di Nemi, per molti versi considerato “gemello” di quello Albano, presenta una forma caratteristica ed anomala, “ad otto”, poiché almeno due in quel caso furono le esplosioni che lo originarono.[12]

Quanto alla ripidezza delle pareti del cratere accentuata nella parte meridionale, si spiega con l’intersezione tra l’esplosione e la sovrastante colata lavica prodotta da un edificio ben più grande, quello cosiddetto delle Faete.[12] A settentrione invece l’esplosione trovò meno materiale sopra di sé, perché non c’era nessun cratere vulcanico in quella zona, ma solo colate laviche di altri edifici.

Idrografia

L’unico emissario, artificiale, non è più attivo. La superficie del lago è situata a circa trecento metri di altitudine. Tra gli anni sessanta e il 2014, il livello delle acque si è abbassato di 5 metri. Il fenomeno (che interessa anche il vicino Lago di Nemi) viene attribuito sia a cause naturali sia al consumo d’acqua: la notevole antropizzazione e lo sviluppo dell’agricoltura intensiva avrebbero comportato un sovrasfruttamento della falda acquifera albana.

Lago Albano al mattino con nebbia in diradamento

Clima

Il clima del Lago è molto umido e sensibilmente più freddo di quello del soprastante abitato di Castel Gandolfo a causa del fenomeno dell’inversione termica.

La sponda più piovosa è probabilmente quella est che risente dello stau delle nuvole che, provenienti da ovest, ne risalgono i fianchi. La sponda ovest risente invece dei venti di caduta occidentali, ma soprattutto di forti raffiche di scirocco che possono arrivare a creare delle mareggiate in miniatura.

Dall’aprile 1995 a tutto il 2001, a quota 436 metri è stata attiva una stazione pluviometrica dell’Ufficio Idrografico di Roma[13]; per quanto riguarda temperature e venti, non è possibile utilizzare le rilevazioni di stazioni vicine come Ariccia Catena che risentono troppo del fenomeno dell’inversione termica per essere paragonabili.

Dal novembre 2011 è attiva una stazione meteo sul lato ovest del Lago a quota 295 metri[14]:

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